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La Sicurezza Alimentare: che cos’è?

La sicurezza alimentare è:

“la garanzia che un alimento non causerà danno dopo che è stato preparato e/o consumato secondo l’uso a cui esso è destinato”. 

Questa è la definizione offertaci dalla raccolta di norme adottate dalla Commissione del Codex Alimentarius. Un organismo fondato nel 1963 dalla FAO e dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).

Quindi, quando parliamo di sicurezza alimentare, facciamo riferimento alla qualità igienico – sanitaria degli alimenti. Quando questo requisito viene meno è probabile che possano esserci dei rischi per la salute del consumatore.

A tal proposito ti consigliamo il Master di I livello in Diritto della Sicurezza Alimentare dell’Università Telematica degli Studi Niccolò Cusano. Esso si pone l’obiettivo di fornire ai partecipanti le conoscenze necessarie per operare in un settore particolarmente complesso e delicato, come quello alimentare. I profili di diritto civile, penale, amministrativo e comunitario si intrecciano con aspetti di organizzazione e gestione aziendale da un lato, e politiche di gestione nazionali, comunitarie e internazionali dall’altro.                    

La sicurezza alimentare pone le fondamenta sull’igiene degli alimenti che, come definito sempre dal Codex Alimentarius, è: 

“l’insieme di tutte le condizioni e delle misure necessarie a garantire la sicurezza e l’idoneità degli alimenti in ogni fase della catena alimentare”. 

Sicurezza alimentare, il nuovo Piano OGM

Il Ministero ha elaborato il nuovo piano nazionale di controllo ufficiale sulla presenza di organismi geneticamente modificati (OGM) negli alimenti.
Il documento rappresenta la realizzazione di una pianificazione unitaria e armonizzata dei controlli per questo specifico settore sia sul territorio che all’importazione. 

Il Piano si articola in più parti definendo per tutti i soggetti coinvolti ruoli e obiettivi, individuando i principali gruppi alimentari da sottoporre al controllo e fornendo dettagliate indicazioni applicative del relativo campionamento.

In breve, l’attuazione del Piano per le parti e negli ambiti territoriali di rispettiva competenza è affidata:

  • alle Regioni e alle Province Autonome di Trento e Bolzano per la programmazione e il coordinamento delle attività di controllo sul territorio regionale di competenza
  • alle ASL per l’espletamento delle attività di controllo
  • ai Posti di controllo frontalieri (USMAF) per le attività di controllo sui prodotti destinati all’alimentazione umana presentati all’importazione
  • agli IZS, alle ARPA, alle ASL, quali laboratori designati dalle Autorità regionali competenti, per l’effettuazione delle analisi di laboratorio
  • al CROGM per quanto riguarda la raccolta dei dati relativi alle attività di controllo – database – e il supporto tecnico per le procedure di analisi
  • all’ISS per le revisioni di analisi su campioni di alimenti non conformi.

Fonte: Ministero della Salute

Marchio IGP Olio di Puglia

Il marchio IGP Olio di Puglia crea la premessa per una reputazione comune per le imprese aderenti al consorzio. La creazione di una solida reputazione comune dipende dall’uso corretto del marchio che faranno le singole imprese. Il Consorzio per la tutela e la valorizzazione dell’olio extravergine di oliva a Indicazione Geografica Protetta “OLIO DI PUGLIA” riunisce olivicoltori, frantoiani e imbottigliatori.
Tali soggetti sono tutti indispensabili per la produzione e la commercializzazione dell’olio a marchio IGP, ma non bisogna sottovalutare che si tratta di soggetti economici che hanno spesso interessi contrapposti che potrebbero confliggere qualora si dimentichi che il marchio di origine è una “barca” costruita per traghettare le imprese verso una maggiore competitività, in grado di assicurare redditi sostenibili, con un valore equamente ripartito tra gli attori della filiera. Una strategia di marketing di una singola azienda, con una visione di breve periodo, potrebbe essere la “falla” nello scafo che farà affondare il marchio IGP olio di Puglia, e tutte le aziende che hanno investito nel nuovo brand di origine ancora prima di posizionarsi adeguatamente sul mercato.

Giornata mondiale sulla SICUREZZA ALIMENTARE

Dal 2019, il 7 giugno si celebrerà la «Giornata mondiale della sicurezza alimentare». L’obiettivo è quello di accrescere la consapevolezza dell’importanza della sicurezza alimentare per proteggere la salute dei consumatori.

Questa giornata ha lo scopo di attirare l’attenzione mondiale sull’impatto degli alimenti contaminati e deteriorati sulla salute pubblica. Secondo le stime globali dell’OMS, infatti, ogni anno una persona su dieci si ammala per aver ingerito del cibo contaminato da batteri, virus, parassiti o sostanze chimiche.420 000 persone, tra cui 125 000 bambini al di sotto dei cinque anni, muoiono a causa di queste malattie. L’OMS stima che gli alimenti contaminati siano responsabili di oltre 200 malattie, dalla diarrea al cancro.Gli alimenti contaminati e deteriorati costituiscono un ostacolo allo sviluppo sociale ed economico: essi mettono a dura prova i sistemi sanitari pubblici, le economie nazionali, il commercio e il turismo.La risoluzione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite invita tutte le parti interessate, comprese le autorità, l’industria, i consumatori, le organizzazioni internazionali competenti, le ONG e il mondo accademico a partecipare alle attività di promozione della sicurezza alimentare a tutti i livelli in occasione di questa giornata.La sicurezza alimentare è essenziale per raggiungere diversi Obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) che gli Stati membri dell’ONU sono chiamati a raggiungere entro il 2030.

Perché ricordiamoci che, come dice un proverbio, “mangiare è uno dei quattro scopi della vita. Quali siano gli altri tre nessuno lo ha mai saputo”.

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